Ai tempi del coronavirus…

Ai tempi del coronavirus…

La cosa peggiore non era il distanziamento sociale, ma la diffidenza negli sguardi delle persone.

La cosa peggiore non era il fatto di non potersi abbracciare o semplicemente fermarsi a parlare, ma questa strana sensazione di non salutare più nessuno, di sentirsi in pericolo semplicemente camminando per strada e di sentirsi una persona sconosciuta a casa propria.

Non era tanto il fatto di non vedersi, ma la consapevolezza di non potersi vedere che faceva paura. Il fatto di dover stare soli, senza poter più interagire col mondo. Perché se siamo sinceri vedere qualcuno attraverso uno schermo non è e non sarà mai la stessa cosa come vedersi di persona. Si era connessi con tutti ma allo stesso tempo soli. Una sensazione strana, difficile da spiegare.

Ci si sente impotenti, un attimo prima sembrava di aver il mondo fra le mani e il giorno dopo si era rinchiusi in casa a guardare fuori dalla finestra sognando ad occhi aperti, aspettando un giorno migliore che sembrava non arrivare più.

Una delle cose peggiori della solitudine erano i pensieri che tormentavano tutti noi. Proprio come quell’attimo prima di addormentarsi, quando il mondo sembra avercela con noi, quando ci vengono in mente tutti gli sbagli e tutti gli errori, tutte le cose che avremmo potuto dire ma che per un motivo o per un altro non abbiamo detto. Era come vivere per mesi quell’attimo prima di addormentarsi, che sembrava non finire più.

E poi c’era la paura. Come dimenticarsene. La paura quando per strada si incontrava qualcuno, la paura di poter venir contagiati o di contagiare qualcuno inconsapevolmente. Quella paura di milioni di persone, di non riuscir ad arrivare a fine mese, di non poter pagare l’affitto, di non avere più un lavoro, dopo questa quarantena forzata. Sapere una persona cara a casa da sola e non poter far niente per aiutarla. Erano tante le paure, infinite direi.

Se ho imparato qualcosa durante questo periodo è la gratitudine. Un sentimento che oggigiorno sembra essere scomparso. Mi sono resa conto che tante cose che davo per scontato non lo sono affatto e quindi io sono semplicemente grata di essere qui e di sapere di non essere sola.

(Benzi Stefania Carlotta, 1B/sp)