Incontro con Isoke Aikpitanyi

Incontro con Isoke Aikpitanyi
Incontro con Isoke Aikpitanyi

Oltre 200 studenti hanno ascoltato con attenzione e commozione le parole di Isoke Aikpitanyi, la scrittrice migrante che racconta la tragedia della tratta delle nere e la realtà dell'emigrazione dalla Nigeria. L’incontro, organizzato nell’ambito della Giornata Internazionale contro la violenza sulla donna, si è svolto sabato 26 novembre dalle ore 9.30 alle 11.30 in Sala Civica, ed è stata l’occasione per gli studenti del triennio, ma anche per numerosi insegnanti interessati, di conoscere una tremenda realtà dei nostri giorni e la risposta letteraria a tale aberrazione. Gli studenti hanno lavorato e lavoreranno sui testi della scrittrice ma anche sul tema di questa piaga internazionale. In alcune classi si affronterà la tematica anche in senso interdisciplinare e non riguardo alle maman che tengono in ostaggio le giovani nigeriane non mancheranno i paralleli con altri fatti storici parte del  programma d’esame.  Isoke Aikpitanyi, ha trenta anni ed è nigeriana, è nata a Benin City e oggi vive ad Aosta.

Si occupa di ragazze, soprattutto nigeriane, vittime della tratta. E’ stata una di loro. Arrivata in Europa nel 2000, inseguendo il sogno di un lavoro, vendere frutta e verdura in un supermercato, fu invece obbligata a prostituirsi ed è passata attraverso sofferenze e violenze. Quando ne è finalmente uscita ha deciso di dedicarsi, volontariamente e senza compensi, al sostegno di tante: ho fondato un’associazione di vittime ed ex vittime della tratta, per dar loro voce e per essere la loro voce. Ha scritto un libro, partecipa ad eventi e manifestazioni per difendere i loro diritti e parlare dei loro drammi. Isoke Aikpitanyi è una delle fondatrici dell'Associazione vittime ed ex vittime della tratta del Progetto le ragazze di Benin City ed è autrice con Laura Maragnani del libro Le ragazze di Benin City.   All’inizio pochi hanno creduto in lei, era solo una ragazza uscita dalla prostituzione e denunciava il fatto che non si stava facendo abbastanza per le vittime della tratta, nei paesi di provenienza e nei paesi di arrivo. Le stesse organizzazioni accreditate per sostenere le vittime della tratta non riescono a fare molto, ne avvicinano solo una su dieci. E’ stata ostacolata soprattutto dai giri delle maman e dei trafficanti: è stata minacciata, al suo compagno è stata rovinata l’auto ed è stato affrontato fisicamente. Sono di ostacolato anche le leggi che non prevedono in nessun modo che una persona possa intervenire direttamente a sostegno di altre persone. Sono di grande aiuto i gruppi di donne e i gruppi di uomini che stanno riflettendo sulle responsabilità maschili rispetto alle violenze sulle donne. Mi hanno appoggiata molti media e alcune associazioni, ma, soprattutto, mi hanno appoggiata tante ragazze vittime della tratta.

Prof. Alessandra Gulizia e Isoke Aikpitanyi